Lastre ondulate cemento amianto

Cos’è l’Eternit? Amianto, cemento-amianto e coperture

Cos’è l’Eternit? Amianto, cemento-amianto e cosa sapere sulle vecchie coperture

Hai una vecchia copertura e ti stai chiedendo se è in Eternit?

Oppure sai già che il tetto contiene amianto, ma non sai se devi intervenire, come farlo e a chi rivolgerti?

Sono domande molto comuni, soprattutto quando si tratta di capannoni industriali, edifici produttivi, fabbricati agricoli e tettoie.

Prima di parlare di rimozione e smaltimento, però, è utile fare un po’ di chiarezza: Eternit, amianto e cemento-amianto non sono esattamente la stessa cosa.

Eternit, amianto e cemento-amianto: qual è la differenza?

Partiamo dalla distinzione più importante.

L’amianto o asbesto è un insieme di minerali caratterizzati da una struttura fibrosa. Per molti decenni è stato utilizzato in numerosi settori grazie alle sue caratteristiche tecniche, tra cui resistenza al calore, all’usura e a diversi agenti chimici.

Il cemento-amianto è invece una combinazione nella quale fibre di amianto sono inglobate in una matrice cementizia.

È proprio il materiale utilizzato per realizzare molte delle vecchie lastre ondulate e piane delle coperture che ancora oggi si trovano su edifici industriali, agricoli e civili.

Eternit, infine, è un nome commerciale che nel linguaggio comune è diventato sinonimo, soprattutto, delle vecchie lastre in cemento-amianto.

Per questo oggi sentiamo parlare indifferentemente di “tetto in Eternit”, “tetto in amianto” o “copertura in cemento-amianto”. Dal punto di vista tecnico, però, è più corretto distinguere i tre termini.

Perché l’amianto è stato utilizzato così tanto?

Se oggi sappiamo che l’amianto deve essere gestito con particolare attenzione, viene spontaneo chiedersi perché sia stato utilizzato così diffusamente.

La risposta sta nelle sue caratteristiche.

Per decenni l’amianto è stato considerato un materiale molto utile perché:

  • resisteva alle alte temperature;
  • era resistente all’usura;
  • aveva buone proprietà isolanti;
  • poteva essere utilizzato insieme ad altri materiali;
  • offriva una buona resistenza meccanica;
  • era adatto a numerosi impieghi industriali ed edilizi.

Queste caratteristiche ne hanno favorito la diffusione in moltissimi manufatti.

Il risultato è che, ancora oggi, molti edifici costruiti prima del divieto di utilizzo dell’amianto possono presentare materiali che lo contengono.

In Italia l’utilizzo dell’amianto è stato vietato dalla Legge 257/1992, che ha previsto la cessazione dell’estrazione, dell’importazione, dell’esportazione, della commercializzazione e della produzione di amianto e di prodotti contenenti amianto.

Dove si trova l’Eternit?

Quando si parla di Eternit, la prima cosa che viene in mente sono le coperture.

Ed è comprensibile: il cemento-amianto è stato largamente utilizzato per realizzare lastre piane e ondulate, ancora presenti su molte strutture.

Può trovarsi, ad esempio, in:

  • coperture di capannoni;
  • fabbricati industriali;
  • edifici agricoli;
  • tettoie;
  • lastre ondulate e piane;
  • canne fumarie;
  • tubazioni;
  • serbatoi;
  • alcuni pannelli e altri manufatti edilizi.

Ma l’amianto non è stato utilizzato soltanto nel cemento-amianto.

Nel corso degli anni è stato impiegato anche in materiali isolanti, componenti edilizi e altri manufatti.

Per questo motivo non sempre è possibile stabilire dalla sola osservazione se un materiale contiene amianto.

Se hai un dubbio su una vecchia copertura, è quindi preferibile non forare, tagliare, rompere o movimentare il materiale per cercare di identificarlo.

Ho un vecchio tetto in Eternit: devo preoccuparmi?

Questa è probabilmente la domanda più importante.

La risposta non è semplicemente “sì” o “no”.

La presenza di cemento-amianto non significa automaticamente che sia necessario procedere con la rimozione. La situazione deve essere valutata considerando anche lo stato di conservazione del materiale, la sua friabilità, la possibilità che venga danneggiato e le condizioni in cui si trova.

Una copertura integra e una copertura deteriorata non presentano necessariamente la stessa situazione.

Nel tempo, infatti, una copertura può essere sottoposta a:

  • pioggia e vento;
  • grandine;
  • escursioni termiche;
  • deterioramento superficiale;
  • rotture;
  • interventi di manutenzione;
  • urti o altre sollecitazioni.

Sono proprio queste condizioni che rendono importante non basarsi soltanto sull’età della copertura o sul suo aspetto esterno, ma valutare la situazione concreta.

vecchia copertura in eternit

Come capire se una vecchia copertura contiene amianto?

Se hai davanti una vecchia lastra e ti chiedi:

“È Eternit oppure no?”

non è sempre possibile dare una risposta affidabile semplicemente guardandola.

Un sopralluogo effettuato da personale competente può permettere di individuare elementi che fanno sospettare la presenza di amianto e di stabilire quali verifiche siano necessarie.

Questo è particolarmente importante quando si parla di coperture industriali, perché intervenire direttamente su una lastra per “controllarla” può essere una scelta sbagliata.

Se hai dei dubbi, la cosa più prudente è non manipolare il materiale e far valutare la situazione da personale competente.

Cosa fare se hai una copertura in cemento-amianto?

Non esiste una soluzione uguale per tutte le coperture.

Prima di decidere se rimuovere una copertura, è necessario capire:

  • che materiale è presente;
  • in che condizioni si trova;
  • quale sia la sua posizione;
  • quanto sia esposto agli agenti atmosferici (estradosso o intradosso);
  • se ci siano danneggiamenti o deterioramenti;
  • quale sia la destinazione dell’edificio;
  • quali interventi siano necessari.

Da questa valutazione può dipendere anche la scelta della strategia di bonifica più appropriata.

Rimozione, incapsulamento o confinamento (sovracopertura): quale soluzione scegliere?

Quando si scopre che una copertura contiene amianto, la prima domanda è spesso:

“Devo necessariamente rimuoverla?”

Non sempre la risposta è sì.

Le principali modalità di bonifica dei materiali contenenti amianto comprendono rimozione, incapsulamento e confinamento. La scelta dipende dalle caratteristiche del manufatto, dal suo stato di conservazione e dalla situazione specifica.

Per questo non è corretto decidere a priori quale intervento eseguire.

Rimozione

La rimozione (LINK)  consiste nell’eliminazione del materiale contenente amianto dalla sua posizione.

Nel caso di una copertura, significa rimuovere le lastre in cemento-amianto e gestirle successivamente secondo le procedure previste per questo tipo di rifiuto.

È un intervento che richiede una precisa organizzazione del cantiere e procedure specifiche per limitare la dispersione di fibre durante le diverse fasi di lavorazione.

Incapsulamento

L’incapsulamento certificato (LINK) consiste nell’applicazione di prodotti specifici sulla superficie del manufatto, con l’obiettivo di inglobare le fibre e creare una barriera protettiva.

È una tecnica di bonifica prevista dalla normativa e può essere valutata quando le condizioni della copertura sono compatibili con questo tipo di intervento.

Inteco esegue interventi di incapsulamento su coperture in cemento-amianto, accompagnandoli con il piano di controllo e manutenzione e con la documentazione prevista.

Confinamento e sovracopertura

Il confinamento consiste nell'installazione di una barriera che separa il materiale contenente amianto dalle aree circostanti. Nel caso delle coperture, può essere realizzato anche attraverso una sovracopertura, cioè mediante la realizzazione di una nuova copertura sopra quella esistente, quando tecnicamente applicabile.

Anche in questo caso la possibilità di applicarlo deve essere valutata in relazione alla situazione specifica.

Come scegliamo l’intervento più adatto?

Non partiamo dalla soluzione. Partiamo dalla situazione.

Quando un cliente ci contatta per una vecchia copertura in amianto, il primo passo è capire che cosa abbiamo davanti.

Durante il sopralluogo tecnico valutiamo, tra gli altri aspetti, le condizioni della copertura, eventuali deterioramenti o danneggiamenti e le caratteristiche dell’edificio.

Solo dopo questa valutazione è possibile capire quale percorso sia più adatto.

In alcuni casi la soluzione può essere la rimozione e lo smaltimento del cemento-amianto, eventualmente seguiti dal rifacimento della copertura.

In altri casi, quando le condizioni del manufatto lo consentono, può essere valutato un intervento di incapsulamento.

L'obiettivo non è quindi proporre sempre lo stesso intervento, ma individuare quello più coerente con la situazione reale della copertura e con le esigenze del cliente.

Prima valutiamo e poi decidiamo insieme al cliente la soluzione più adatta alle specifiche esigenze.

Come lavora Inteco: prima capiamo la situazione, poi scegliamo la soluzione

Quando ci contatti perché hai una vecchia copertura in Eternit, è normale voler sapere subito quanto costa rimuoverla.

Ma per fare una valutazione seria non basta sapere quanti metri quadrati misura il tetto.

Se vuoi capire più nel dettaglio come analizziamo una richiesta, abbiamo raccontato cosa succede dalla prima telefonata al sopralluogo

sopralluogo tecnico della copertura

Non partiamo dalla soluzione. Partiamo dalla situazione.

Ogni copertura è diversa. Cambiano le condizioni delle lastre, l’accessibilità, la struttura dell’edificio, le esigenze dell’azienda e il modo in cui dovrà essere organizzato il cantiere.

Per questo il nostro lavoro inizia molto prima della rimozione.

1. La prima telefonata

Il primo passo è capire che cosa sta succedendo.

Ti chiediamo le informazioni principali sulla copertura e sull’immobile, eventuali problemi già riscontrati e, quando disponibili, fotografie del tetto.

Sono informazioni importanti perché ci permettono di avere una prima idea della situazione prima ancora del sopralluogo.

2. Analizziamo le informazioni disponibili

Le fotografie non servono soltanto a “vedere il tetto”.

Ci aiutano a individuare elementi che meritano un approfondimento e a prepararci meglio al sopralluogo.

Quando possibile, analizziamo anche il contesto dell’immobile per conoscere in anticipo accessi, posizione del fabbricato e caratteristiche che possono influire sull’organizzazione del lavoro.

Arrivare preparati significa fare domande più precise e utilizzare meglio il tempo del sopralluogo.

3. Il sopralluogo tecnico

Il sopralluogo è una fase fondamentale.

Non veniamo semplicemente a prendere le misure per preparare un prezzo al metro quadrato.

Verifichiamo direttamente la copertura, gli accessi, gli spazi di lavoro e le condizioni del manufatto.

Valutiamo anche aspetti che possono incidere sulla sicurezza e sull’organizzazione del cantiere.

Una domanda apparentemente semplice, ad esempio, è fondamentale:

La copertura è portante oppure non è calpestabile?

La risposta può cambiare il modo in cui deve essere organizzato l’intervento.

La sicurezza, per noi, non inizia quando arrivano gli operatori in cantiere.

Inizia dalla prima valutazione.

4. Individuiamo la soluzione più adatta

Solo dopo aver raccolto e verificato le informazioni possiamo capire quale intervento sia più coerente con la situazione.

A seconda delle condizioni della copertura e degli obiettivi del cliente, possono essere valutate diverse modalità di bonifica, tra cui:

  • rimozione e smaltimento;
  • incapsulamento;
  • confinamento, quando applicabile;
  • rimozione con successivo rifacimento della copertura.

Non esiste una soluzione valida per tutti i tetti.

La soluzione deve essere costruita sulla situazione reale.

5. Organizziamo l’intervento

Una volta individuata la soluzione, si passa alla fase di progettazione e organizzazione del lavoro.

Per gli interventi di rimozione vengono predisposti gli adempimenti e la documentazione necessari e viene organizzato il cantiere secondo le procedure previste.

L’obiettivo è che ogni fase sia programmata prima dell’inizio dei lavori.

6. Eseguiamo la bonifica

Quando la soluzione scelta è la rimozione, il lavoro viene eseguito secondo procedure specifiche per la gestione dei materiali contenenti amianto.

Le lastre vengono rimosse evitando di frantumarle, confezionate e avviate al trasporto e allo smaltimento secondo le modalità previste.

La bonifica, quindi, non consiste semplicemente nel “togliere il tetto”.

È un processo che comprende preparazione, sicurezza, rimozione, gestione del materiale e corretta conclusione dell’intervento.

7. Se necessario, pensiamo anche a ciò che viene dopo

Quando la rimozione della copertura è accompagnata dal rifacimento del tetto , il percorso può proseguire con la realizzazione della nuova copertura.

In questo modo il cliente non deve necessariamente gestire separatamente ogni fase del progetto.

Dalla vecchia copertura in cemento-amianto alla nuova soluzione, il lavoro può essere organizzato come un unico percorso.

Perché abbiamo scelto questo metodo?

Perché un intervento di bonifica amianto non dovrebbe partire da un prezzo indicativo.

Dovrebbe partire dalla conoscenza della situazione.

Prima ascoltiamo.
Poi analizziamo.
Poi verifichiamo.
Infine proponiamo la soluzione.

È questo il principio alla base del nostro metodo di Lavoro.

Ogni informazione raccolta prima dell’intervento serve a ridurre l’incertezza e a costruire un lavoro più consapevole, organizzato e coerente con le reali esigenze del cliente.

Eternit, rimozione e smaltimento: cosa cambia?

Quando si parla genericamente di “smaltimento Eternit”, spesso si stanno indicando più fasi dello stesso intervento.

In realtà è utile distinguerle.

Rimozione dell’amianto

Consiste nell’eliminazione del manufatto contenente amianto dalla sua posizione.

Nel caso di una copertura, significa ad esempio rimuovere le lastre in cemento-amianto secondo le procedure previste.

Bonifica dell’amianto

La bonifica comprende gli interventi finalizzati alla gestione e alla messa in sicurezza o eliminazione del materiale contenente amianto.

La soluzione può variare in funzione della situazione specifica.

Smaltimento amianto

Il materiale rimosso deve essere gestito come rifiuto contenente amianto e avviato al percorso previsto dalla normativa.

Quindi rimuovere una copertura e smaltire il materiale sono due fasi diverse dello stesso processo, che devono essere gestite correttamente.

Posso rimuovere personalmente una vecchia lastra in Eternit?

È una delle domande che possono sorgere quando ci si trova davanti a una vecchia copertura.

La risposta pratica è: non improvvisare un intervento fai-da-te su un materiale che sospetti possa contenere amianto.

Tagliare, forare, rompere o movimentare una lastra può alterarne lo stato e favorire il rilascio di fibre.

La normativa prevede specifiche misure per le attività di bonifica e rimozione dell’amianto, con particolare attenzione alla tutela degli operatori e delle persone potenzialmente esposte.

Per gli interventi negli ambienti di lavoro, il tema è inoltre disciplinato dal D.Lgs. 81/2008, che dedica una specifica sezione alla protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto.

Cosa succede dopo la rimozione?

La rimozione non è la fine del lavoro.

Una volta rimosso, il materiale deve essere gestito secondo le procedure previste per i rifiuti contenenti amianto.

Questo significa che l’intervento deve essere organizzato considerando tutte le fasi, dalla preparazione del cantiere alla rimozione, fino alla gestione e allo smaltimento del materiale.

È uno dei motivi per cui, quando si parla di bonifica di una copertura, è importante valutare il lavoro nel suo insieme e non limitarsi alla sola operazione di rimozione.

Se hai un vecchio tetto in Eternit, da dove partire?

Se hai una copertura che potrebbe contenere amianto, non devi necessariamente avere già tutte le risposte.

La prima cosa utile è capire in che situazione ti trovi.

Puoi partire dalle informazioni che hai a disposizione:

  • anno indicativo di costruzione dell’edificio;
  • tipologia della copertura;
  • eventuali fotografie;
  • presenza di rotture o deterioramenti;
  • infiltrazioni;
  • interventi già eseguiti;
  • dimensioni approssimative del tetto;
  • posizione dell’edificio.

Da qui è possibile capire quali verifiche siano necessarie e quale percorso possa essere più adatto.

È anche l’approccio che adottiamo in Inteco: prima comprendere la situazione, poi individuare l’intervento necessario.

Inteco e la bonifica delle coperture in amianto

Quando una copertura in cemento-amianto deve essere bonificata, non si tratta semplicemente di “togliere un tetto”.

Ci sono aspetti tecnici, organizzativi e di sicurezza che devono essere gestiti correttamente.

Inteco opera nella bonifica, rimozione e smaltimento dell’amianto, con particolare esperienza sulle coperture di edifici industriali e produttivi.

L’obiettivo è accompagnare il cliente nella valutazione della situazione e nella gestione delle diverse fasi dell’intervento, fino alla corretta destinazione del materiale rimosso.

Se hai una vecchia copertura e non sai da dove cominciare, non serve indovinare quale sia la soluzione giusta.

Serve prima capire cosa c’è, in che condizioni si trova e quale intervento è realmente necessario.

Hai una vecchia copertura in Eternit?

Se vuoi capire come procedere con una copertura in cemento-amianto, puoi contattare Inteco e descrivere la situazione.

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Domande frequenti

Eternit e amianto sono la stessa cosa?

No. L’amianto indica un insieme di minerali fibrosi; il cemento-amianto è un materiale costituito da una matrice cementizia contenente fibre di amianto. Eternit è invece un nome commerciale diventato di uso comune per indicare soprattutto vecchi manufatti in cemento-amianto.

Tutte le vecchie lastre ondulate contengono amianto?

Non necessariamente. L’aspetto esterno da solo non consente sempre di stabilire con certezza la presenza di amianto. Quando necessario, occorre procedere con verifiche appropriate.

Una copertura in cemento-amianto deve essere sempre rimossa?

Non necessariamente. La modalità di gestione dipende dalle caratteristiche e dalle condizioni del manufatto e dalla valutazione della situazione specifica.

Posso rompere una lastra per capire se contiene amianto?

No. Se sospetti la presenza di amianto, è preferibile non manipolare il materiale. La valutazione deve essere effettuata attraverso modalità appropriate.

Quando è stato vietato l’amianto in Italia?

La Legge 257/1992 ha previsto la cessazione dell’impiego dell’amianto e dei prodotti contenenti amianto in Italia.

Una vecchia copertura in Eternit può ancora essere presente su un capannone?

Sì. Il divieto di utilizzare amianto non significa che tutti i manufatti contenenti amianto siano stati automaticamente rimossi. Per questo ancora oggi sono presenti numerose coperture e altri manufatti realizzati prima del divieto.

Fonti

  • Legge 27 marzo 1992, n. 257 (QUI LINK)  – Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto.
  • D.Lgs. 81/2008 (LINK)  – Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
  • D.M. 6 settembre 1994 (LINK)  – Normative e metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo, la manutenzione e la bonifica dei materiali contenenti amianto.
  • INAIL (link)  – Documentazione tecnica sulla bonifica di materiali contenenti amianto e sulle coperture in MCA.

Chi scrive i contenuti di Inteco Srl

Silvia Fraulini - Inteco Srl

Specialista Consulenza Tecnica e Normative Inteco Srl
Dal 2006 seguo bonifiche amianto e rifacimento coperture industriali.

I contenuti di questa pagina sono elaborati sulla base dell’esperienza maturata da Inteco Srl nell’ambito della bonifica amianto, della rimozione e dello smaltimento dei materiali contenenti amianto e della gestione delle coperture industriali.

Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono una valutazione tecnica della singola copertura.

Domande frequenti sulla rimozione dell'amianto da una copertura industriale

Quanto costa rimuovere l'amianto da un capannone?

Il costo dipende dalle caratteristiche specifiche dell'intervento: dimensioni della copertura, condizioni del tetto, accessibilità, sicurezza necessaria e modalità operative previste.

Per questo è necessario valutare la situazione prima di definire un preventivo.

È possibile ricevere un preventivo senza sopralluogo?

Una prima valutazione può iniziare attraverso informazioni e fotografie della copertura.

Tuttavia il sopralluogo rimane una fase fondamentale per definire correttamente un intervento di bonifica amianto.

Perché chiedete se il tetto è portante?

Perché la portanza della copertura influenza le modalità di accesso e di lavoro in sicurezza.

Una copertura calpestabile e una copertura non calpestabile richiedono organizzazioni differenti.

Quali informazioni servono per valutare una rimozione amianto?

Sono generalmente utili:

  • comune dell'immobile;
  • dimensione della copertura;
  • fotografie del tetto;
  • tipologia della copertura;
  • stato di conservazione;
  • accessibilità dell'area;
  • caratteristiche della struttura.

Quanto tempo serve per rimuovere una copertura in amianto?

La durata dipende dalla metratura, dalle condizioni della copertura, dalle modalità operative e dall'organizzazione del cantiere.

Ogni intervento deve essere valutato singolarmente.

Come nasce questo articolo

Questo contenuto nasce dall'esperienza quotidiana del team Inteco.

La situazione raccontata prende spunto dalle richieste che riceviamo normalmente dalle aziende che devono affrontare un intervento su una copertura in amianto.

Alcuni dettagli sono stati riorganizzati per tutelare la riservatezza dei clienti, ma il metodo descritto corrisponde al nostro modo di lavorare.

Chi scrive i contenuti di Inteco Srl

Gli articoli pubblicati sul sito Inteco nascono dall'esperienza maturata negli anni negli interventi di bonifica amianto, rimozione di coperture in cemento-amianto e rifacimento di coperture industriali.

Ogni contenuto prende spunto dalle situazioni affrontate quotidianamente, dalle domande che le aziende pongono durante i primi contatti e dalle valutazioni tecniche che precedono ogni intervento.

L'obiettivo è fornire informazioni utili a imprenditori, responsabili aziendali e tecnici che devono prendere decisioni sulla gestione della propria copertura, aiutandoli a comprendere quali aspetti valutare prima di scegliere come intervenire.

I contenuti vengono sviluppati sulla base dell'esperienza diretta di Inteco e verificati internamente per garantire coerenza con il nostro metodo di lavoro.

Ghisellini Gianni
Titolare Inteco Srl
Bonifica amianto e rifacimento coperture industriali

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Il primo passo non è scegliere un intervento, ma capire la situazione reale della copertura.

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