Amianto e la mancanza di trasparenza.

 

Navigando nei siti web del settore amianto, la domanda che spesso viene posta è: ma quanti sono gli edifici industriali con presenza di manufatti in amianto cemento in Italia?

Secondo i dati ufficiali sono 779, altre fonti dichiarano 6900 le strutture che presentano ancora coperture in amianto cemento. Insomma dati totali e veritieri non ce ne sono e questo purtroppo non fa che alimentare una strage silenziosa: quella delle vittime dell’amianto.

Il rapporto dell’Inail parla di oltre 21 mila casi di mesotelioma maligno, causato dalle fibre di amianto tra il 1993 e il 2012 in Italia, di cui 4215 vittime in Lombardia, 3560 in Piemonte, 2314 in Liguria e 4215 in Emilia Romagna. L’Associazione Medica di Oncologia dichiara che sono 3000 le vittime colpite da tumore ogni anno.

E’ doveroso anche ricordare che l’Italia è stato il maggior consumatore e il secondo produttore in Europa ed è uno dei più colpiti dalle malattie causate dall’esposizione alla fibra killer.

Per il motivo sopra esposto in Italia i lavoratori esposti alle fibre di amianto rilasciate da manufatti in eternit sono circa 560.000 e solo per una parte di essi sono ancora aperti dei processi giudiziari, come l’Olivetti, l’Alfa Romeo ed il caso più famoso quello di Casale Monferrato.

Senza contare che purtroppo anche molte scuole presentano coperture in amianto cemento e malgrado si alzi sempre più forte la voce di sapere quali sono e cosa il governo intenda fare, non ci sono dati e finanziamenti certi sulla soluzione a questo problema e sulle sue ricadute nel futuro.

L’esempio più calzante è quello dell’Emilia Romagna che dopo gli eventi sismici del 2012, si ritrova a dover affrontare, oltre alla ricostruzione degli edifici distrutti o danneggiati, il problema della bonifica dell’amianto dalle scuole toccate dal terremoto.

Ma nonostante la mancanza di numeri e dati certi, non si può negare che qualche sforzo sia stato fatto negli ultimi anni da parte del Governo, mi riferisco in particolare agli incentivi messi a disposizione da parte del Ministero dell’Ambiente e dall’Inail, incentivi rivolti alle imprese per la bonifica dell’amianto.

L’articolo 56 della Legge 28 Dicembre n. 221, mette a disposizione delle imprese un credito d’imposta del 50% per la bonifica del cemento amianto, mentre con il bando ISI INAIL si finanzia il 65% delle spese sostenute per il miglioramento della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro, includendo anche progetti di bonifica amianto.

Sono passati ormai 23 anni dalla Legge 257/1992 che metteva al bando l’amianto, e senza essere troppo catastrofisti o negativi, si può certamente affermare che siamo ben lontani da raggiungere quell’obbiettivo.