Con presenza di amianto, quali obblighi? Parte 2

informativa smaltimento amianto

 

Cosa fare quando c’è l’amianto?

Nell’articolo pubblicato in precedenza, abbiamo preso in considerazione tre elementi di base su quelli che sono gli adempimenti necessari, quando abbiamo l’amianto in casa.
Ora invece parliamo di quali azione intraprendere dopo aver individuato, localizzato, classificato e censito l’amianto: definire gli interventi di bonifica dei materiali contenenti amianto.
Per sua natura sappiamo che l’amianto è un materiale robusto, forte quasi indistruttibile, ma che sottoposto ad agenti esterni quali l’acqua,il vento, la neve,le vibrazioni, il freddo e il caldo, con il passare del tempo si degrada e durante questa fase il possibile rilascio di fibre è molto alto. Quando ciò avviene e il rilascio di fibre supera i limiti definiti dal D.M. 06/09/94, occorre intervenire per evitare l’esposizione degli occupanti dell’edificio alle fibre di amianto aerodisperse, che come sappiamo, se inalate, provocano malattie all’apparato respiratorio, in molti casi anche mortali.
Mi soffermerei su un punto in particolare, perchè sicuramente estraneo a molti di voi e cioè il valore limite di esposizione alle fibre di amianto.
Il povero datore di lavoro che ogni giorno affronta migliaia di problemi e che si ritrova anche l’amianto nella sua azienda, quindi una tegola in più da risolvere, si chiederà: ok ho l’amianto, ho compilato le mie belle schedine, l’ho anche censito (cosa non da tutti) e adesso come faccio a sapere se devo intervenire oppure no?
La risposta è: bisogna fare un’analisi per stabilire questo valore.
I metodi previsti dalla normativa sono due: il MOCF e il SEM. Adesso non vi starò a tediare su cosa sono nello specifico questi due metodi, quello che è importante conoscere è il risultato dell’analisi. Infatti se il valore risultante dall’analisi eseguita è superiore ai 20 ff/l (fibre per litro) indica che è in atto un inquinamento da amianto è che occorre predisporre un intervento di bonifica.

INTERVENTI DI BONIFICA AMIANTO.

Per maggiore chiarezza, occorre distinguere tra edifici privati ed edifici con attività lavorativa.
Per i primi le norme da applicare sono la L.257/92 e il D.M.06/09/94, che non sanciscono nessun obbligo di bonifica dell’amianto per il proprietario dell’edificio, fatto salvo i casi ci sia un’ordinanza da parte del Comune d’appartenenza.

Specifichiamo meglio: se un privato cittadino ha il tetto di casa sua in cemento amianto, ha l’obbligo comunque di censirlo e di darne comunicazione all’ente di competenza, ed è in base proprio a questo inventario, chiamiamolo così, che il sindaco emette l’ordinanza su eventuali segnalazioni dei cittadini o delle Asl di competenza.

Nel secondo caso e cioè in presenza di attività lavorative all’interno dell’edificio oltre alla possibile ordinanza del Sindaco, ricadono sul datore di lavoro gli obblighi di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori previsti al D.Lgs. 81/08.

Il D.M. 06/09/94 elenca tre metodi di bonifica dei manufatti in cemento amianto:

INCAPSULAMENTO AMIANTO

L’incapsulamento amianto è un metodo di bonifica che prevede la stesura sulla copertura in cemento amianto, di resine elastomeriche penetranti e ricoprenti, certificate, che hanno il principale scopo di inglobare le fibre di amianto che potrebbero liberarsi nell’aria.

Oltre a questa principale funzione queste resine utilizzate per l’incapsulamento amianto hanno una funzione protettiva delle lastre.

Essendo l’incapsulamento amianto uno dei nostri servizi ed è quello con cui abbiamo cominciato la nostra attività nel campo delle bonifiche amianto, ci tengo a precisare alcuni punti importanti.

il primo punto riguarda il metodo di applicazione delle resine. Non è che con un pennello si fa il lavoro e chi si è visto si è visto, non proprio: intanto le resine da applicare sulla copertura sono 3, applicate in quattro fasi distinte (per saperne di più ti rimando alla pagine https://www.intecoamianto.com/servizi/incapsulamento-amianto/

Inoltre altra cosa importante da sottolineare sono le quantità dei singoli prodotti da applicare; infatti il D.M. del 20/08/99, prevede lo spessore medio dei rivestimenti incapsulanti applicati  non deve essere inferiore a 300  micron.  Questo per farvi capire, spero, che è una tecnica che richiede particolare perizia e sopratutto esperienza nel campo di applicazione di queste resine. Altra nota importante è l’Attestato di conformità che l’azienda esecutrice deve rilasciare al termine dei lavori. Questo documento è la prova che la copertura o il manufatto in cemento amianto è stato bonificato e serve in caso venga richiesto dagli organi di vigilanza.

CONFINAMENTO

Questo intervento di bonifica amianto prevede l’incameramento o intombamento del manufatto in cemento amianto che separa l’amianto dalle aree occupate da persone nell’edificio. In buona sostanza si tratta di creare un altro tetto sopra a quello esistente in cemento amianto. Prima della posa del nuovo manto di copertura, le lastre in cemento amianto devono essere trattate con un primer penetrante che serve ad evitare il rilascio di fibre. Per questo particolare tipo di intervento occorre prestare attenzione ai carichi maggiori di peso che vanno a ricadere sulla struttura esistente.

Sia per l’incapsulamento amianto che per il confinamento, essendo il materiale contenente amianto ancora presente, anche se trattato, occorre mettere in atto un programma di manutenzione e controllo.

RIMOZIONE

La rimozione e lo smaltimento amianto è sicuramente il metodo che permette di eliminare in maniera definitiva il problema amianto.

E’ sicuramente anche il metodo più complesso dal punto di vista tecnico e di esecuzione e se non correttamente eseguito, il rischio di un rilascio consistente di fibre nell’aria è molto alto.

Le lastre di cemento amianto prima della loro rimozione devono essere trattate con un primer (incapsulante di tipo “D”), poi devono essere pallettizzate, imballate ed etichettate a norma di legge, prima di essere trasportate presso la discarica autorizzata.

Quando ci si trova a dover eseguire questo tipo di intervento, la prima cosa che occorre fare è un sopralluogo tecnico volto a valutare il lavoro da eseguire, i metodi per la sua esecuzione al fine di limitare il più possibile sia quelli che possono essere i disagi alla committenza, sia per creare le condizioni di lavoro in sicurezza per il personale che dovrà materialmente eseguire l’opera.

Questo tipo di sopralluogo deve essere eseguito da persona abilitata per farlo, ossia aver seguito un apposito corso di formazione per Dirigente del rischio Amianto, figura presente in tutte le aziende che eseguono interventi di bonificano amianto.

 

Tutto quello che fino ad ora è stato illustrato, ha una sua base, un punto di partenza fondamentale senza il quale tutto quello che fino ad ora avete letto non serve a nulla:

in presenza di amianto sarebbe buona cosa rivolgersi ad Aziende iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Ecco che voi adesso starete pensando; “questa adesso ci dice che la sua azienda è la numero uno, in regola con tutto, iscrizione, formazione e chi più ne ha più ne metta.”

Sicuramente per lavorare nel mondo dell’amianto, un’azienda seria deve avere le carte in regola, senza contare che le normative sono in continuo aggiornamento e starci dietro non è la cosa più semplice del mondo.

Certo è che avere un’azienda che si mette a fianco dell’imprenditore o di una qualsiasi persona, che si trova ad avere a che fare con l’amianto, per collaborare e cercare insieme le soluzioni migliori, non è cosa da poco al giorno d’oggi.

Noi cerchiamo di farlo tutti i giorni…… a volte ci riusciamo a volte no.

Inteco