Devo per forza bonificare l’amianto?

punto interrogativo smaltimento amianto

 

Normativa e bonifica Amianto.

Quello che andremo ad esaminare in questo articolo sono le richieste delle normative in merito alla bonifica di beni contenenti amianto e inoltre andremo ad esaminare quanto queste normative sono attuabili o permissibili durante le bonifiche di beni contenenti amianto.

Partiamo dalla legge madre di tutte le leggi nel mondo delle bonifiche di amianto, ovvero la legge 257 del 1992 e aggiornamenti, la quale richiama i comportamenti da tenere a fronte la presenza di beni contenenti amianto da bonificare, premetto la legge si occupa di diversi aspetti del problema ma qui noi ci occuperemo solo ed esclusivamente  della bonifica.

Questa legge cosa ci vuole dire?

Nel mondo dei beni contenenti amianto in matrice compatta la Legge ci detta tre metodi differenti di bonifica, che sono: rimozione con smaltimento, sovra copertura o intombamento, incapsulatura con prodotti idonei e certificati.

Il primo risolve il problema in modo definitivo, gli altri due risolvono il problema di rilascio delle fibre ma il materiale rimane in loco ed è richiesto un monitoraggio nel tempo.

Oggi come oggi a causa di una costante svalutazione del valore degli immobili, la rimozione di coperture o manufatti in amianto cemento a causa del costo elevato dell’intervento non vengono eseguiti, in quanto anti-economici rispetto al valore complessivo dello stabile.

La tendenza del momento è quella di eseguire interventi di bonifica decisamente più economici con sistemi che rientrano sempre nella normativa e sono:

– sovra copertura o intombamento;

– sistema incapsulamento amianto.

Ci tengo a sottolineare che se da una parte è vero che con la rimozione il problema viene risolto in modo definitivo, gli altri due metodi sono comunque previsti dalla normativa vigente e quindi sono validi per bonificare le coperture in cemento amianto.

Gli indubbi vantaggi di questi due ultimi metodi sono oltre al costo ridotto rispetto alla rimozione che implica comunque il rifacimento di una nuova copertura, sono le minime interferenze che creano a chi decide di optare per questo trattamento, non creano rifiuti pericolosi (ricordiamoci che smaltire le lastre di cemento amianto vuol dire creare rifiuti e “intasare” le discariche autorizzate a prendersi in carico questa tipologia di rifiuto), e cosa più importante a fine lavoro viene rilasciata il certificato di buona posa e la certificazione dei prodotti utilizzati.

Il sistema incapsulante per la bonifica è agli atti e agli effetti normativi, una bonifica nel senso lato del termine, mentre una rimozione con trasporto in discarica dell’amianto è una rimozione di materiale pericoloso, con l’incapsulamento di lastre in cemento amianto, si va a bloccare la dispersione delle fibre di amianto nocive per la salute, negli ambienti di lavoro e nelle zone adiacenti ai manufatti con presenza di amianto, sopratutto se questo amianto è degradato e quindi in fase di rilascio di fibre killer.

Ora esaminando l’aspetto economico a livello di investimento per l’immobile possiamo dire che molto spesso un rifacimento della copertura può arrivare ad eguagliare del 50 per cento e oltre del valore dell’immobile, questo pone in evidenza il fatto che visto i valori di mercati degli immobili industriali, visto il continuo cambiamento delle normative, come impianti elettrici, aspetti sanitari, gli interventi di rimozione delle coperture in amianto cemento e il rifacimento delle coperture, risultano essere anti-economici, detto con parole povere “non riprendi più i tuoi soldi”.

In  molte situazioni è molto più vantaggioso optare per una bonifica economica che ha due scopi: il primo mettersi al riparo sotto l’aspetto sanitario in quanto si elimina il rischio di rilascio di fibre negli ambienti, il secondo optare per l’economicità del metodo di bonifica cioè “spendo mendo e ho bonificato l’amianto”.