Amianto: aumentano le patologie legate all’asbesto.

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Ti starai chiedendo cos’è l’immagine sopra….bè quella che vedi è una fibra di amianto, in particolare l’asbesto, vista al microscopio. La fibra di amianto è più sottile di un capello, quanto?

rispetto al diametro di un capello:

1 capello = 40 micron

2 fibre di lana = 20 micron

20 fibre di vetro = 2-6 micron

200 fibre Amianto Blu = 0.2 micron

2000 fibre Amianto Bianco = 0.02 micron

Quindi va da se che per vederle serve un microscopio.

Altra considerazione è che essendo impossibile vederle ad occhio nudo, non possiamo in alcun modo proteggerci ed è quindi possibile respirarle.

La malattia legate alla all’esposizione delle fibre di amianto, quella da cui ha origine, è il mesotelioma e rappresenta l’ottava causa di morte sia negli uomini che nelle donne.

Mesotelioma  a parte, secondo alcuni recenti dati pubblicati, sono 1900 i nuovi casi diagnosticati di patologie asbesto correlate, cioè legate alla respirazione delle fibre di amianto. Casi che si sono manifestati sopratutto negli over 50.

Ad oggi le malattie riconosciute dall’Inail come asbesto correlate sono: placche e ispessimenti pleurici, mesotelioma pleurico, pericardico, carcinoma polmonare e asbestosi, ma secondo i dati forniti dall’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro, tra i tumori provocati dall’esposizione all’amianto rientrano anche il cancro alla laringe e alle ovaie, allo stomaco e al colon retto.

Secondo questi dati quindi la platea di persone potenzialmente esposte si allarga in modo esponenziale: infatti si conta che siano circa 1900 i nuovi casi di malattie asbesto correlate mentre i decessi per queste nuove patologie siano circa 6000.

Numeri che fanno paura se si pensa che 1 uomo su 230 rischia di sviluppare una patologia correlata, 1 donna su 780 idem.

Senza dimenticarci che la latenza di questa malattia ha tempi molto lunghi, non a caso come si diceva sopra i nuovi casi riguardano le persone che hanno più di 50 anni.

E senza dimenticarci che di amianto in Italia ce n’è ancora tanto sia nel privato come nel pubblico; non a caso è proprio di queste settimane l’emanazione da parte del Governo di incentivi rivolti ai Comuni per bonificare gli edifici pubblici dalla presenza di amianto.

Si parla di edifici pubblici come scuole, ospedali, asili, luoghi di grande afflusso di persone.

Va anche sottolineato come negli ultimi anni si stia cercando di sensibilizzare le persone sul pericolo del cemento amianto, presente nelle coperture: non a caso molti comuni stanno facendo campagne per individuare le coperture di case e capannoni che ancora hanno il cemento amianto, con l’utilizzo di droni e mettendo in atte dei veri e propri censimenti tramite lettere spedite ai cittadini, in cui si chiede di verificare o meno la presenza di amianto nel proprio stabile.

Non sempre queste campagne portano grandi risultati, come ad esempio il comune di Bologna che su 116 lettere spedite ha ricevuto un bassissimo riscontro.

Se adesso ti stai guardando intorno per vedere se intorno a te ci sono delle coperture in amianto o se tu stesso hai ancora la copertura in amianto e ti stai chiedendo se stai respirando delle fibre di questo killer silenzioso, la risposta potrebbe essere sì.

C’è un rimedio? Si. Bonificare l’amianto. Le coperture in cemento amianto possono essere bonificate con l’incapsulamento amianto, con la tecnica dello smaltimento amianto, oppure con il confinamento.

Se ti trovi in questa situazione e non sai bene che azioni adottare, che decisioni prendere, il consiglio che ti posso dare è di rivolgerti ad un’azienda che ti segua passo per passo.

Liberati dall’Amianto e chiamaci per una consulenza 051.904335 oppure mandaci una mail a info@intecoamianto.com

A presto.

IntecoAmianto