Quanto costano i pannelli sandwich

Quanto costa fare un tetto in pannelli sandwich?

Questa è la domanda che ci sentiamo rivolgere più spesso e alla quale tutti si attendono di ricevere una risposta subito.

Se hai avuto modi di leggere i nostri precedenti articoli, quando si tratta di mettere le mani sui rifacimento dei tetti, le variabili che entrano in campo sono tante.

I tetti hanno caratteristiche, forme, pendenze e peculiarità che li differenziano gli uni dagli altri, quindi ogni progetto per la realizzazione di una nuova copertura, anche a seguito di smaltimento eternit, deve essere progettato su misura e legato alle esigenze del cliente.

Quindi tornando alla domanda e per rispondere nel modo più chiaro possibile, ti dico dipende.
Intanto dallo spessore del pannello sandwich e dalla tipologia e spessore delle lamiere esterne.

Lo spessore del pannello influenza direttamente anche l’isolamento termico che si vuole ottenere, una volta terminato l’intervento.
Spessori più alti garantiscono un’efficienza energetica più elevata e la possibilità di accedere all’incentivo Ecobonus 65%.
Discorso inverso quando gli spessori sono più bassi.
Per le lamiere esterne che racchiudono il core del pannello, vale lo stesso discorso: lamiera preverniciata, alluminio, rame e gli spessori stessi delle lamiere, influiscono sul prezzo finale del pannello sandwich.

particolare pannelli sandwich

Perciò, quanto costa un pannello sandwich?

Anche qui dobbiamo distinguere due distinti fasi del mercato: pre-pandemia e post-pandemia.

Fino all’anno scorso un pannello sandwich spessore 4 cm. si aggirava sui 13-14 euro al metro quadrato, oggi, Ottobre 2021, lo stesso pannello sandwich costa dai 18-20 euro al metro quadrato.

Per il pannello sandwich spessore 10 cm., quello più utilizzato per le riqualificazioni energetiche, l’anno scorso aveva una quotazione di circa 18,50 euro al metro quadrato, oggi se compriamo lo stesso pannello sandwich costa dai 27 – 28 euro al metro quadrato.
Qui stiamo parlando solo del costo del materiale, senza la posa in opera.

Sì lo so che stai pensando che siamo tutti matti, ma questa è la situazione.

Lo so che se fai una ricerca su google appare un po’ di tutto con prezzi diversi da quello che ti ho scritto, ma spesso non sono attendibili e soprattutto non aggiornati con il cambiamento del mercato. Anche su questo punto leggi più avanti, per capire come mai c’è stata questa impennata al rialzo.
Come andranno nel futuro i prezzi? I nostri fornitori ci hanno già ventilato che in Novembre ci sarà un altro aumento, per il momento non sappiamo ancora di quanto e da quando.

Una situazione complicata per chi come noi lavora con questo tipo di materiali.
Come la stiamo affrontando? Lavorando a stretto contatto con i nostri fornitori abituali, prendendo accordi per bloccare i prezzi alla produzione e spuntare le migliori condizioni possibili.

Insomma, stiamo lavorando per voi.

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Quali sono le cause dell’aumento dei prezzi?

Possiamo sintetizzare la risposta in questo modo: da un lato una forte domanda sia nazionale che internazionale, dall’altra carenza di approvvigionamenti in parte dovuta anche ai trasporti (vedi il caso portacontainer Ever Given canale di Suez)

L’aumento dei prezzi di alcune materie prime nell’ordine del 200% solo nell’ultimo anno e complice il crollo dei prezzi che aveva caratterizzato i primi mesi di pandemia da Covid-19, ha reso l’incremento dei prezzi così alto.

Un esempio: l’acciaio, passato dai 380 dollari per tonnellata di giugno 2020 ai 1.100 dollari per tonnellata di settembre 2021: anche in questo caso, un aumento vertiginoso che arriva quasi al 300%.
Per non parlare del rame  ferro, acciaio, mais, caffè, grano e soia, legname, semiconduttori, plastica, cartone per imballaggi, litio.
In Italia scontiamo anche la mancanza di acciaierie che ci obbliga ad acquistare all’estero questa materia prima ( sì c’è l’ILVA ma con tanti ma e tanti se)
Altro fattore che indubbiamente ha inciso è il famoso superbonus e i lavori per i cappotti termici che sono uno dei lavori trainanti dell’incentivo. Anche qui abbiamo assistito ad un incremento notevole dei prezzi.

E ultima ma non meno importante è la transizione energetica di cui si paRla tanto nell’ultimo periodo e la consapevolezza che sta maturando sui mercati delle politiche climatiche e per ammissione del rappresentante per il clima dell’UE Frans Timmermans, circa un quinto dell’aumento dei prezzi dell’energia può essere attribuito all’aumento dei prezzi della CO2 sul mercato del carbone dell’UE.