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Storia dell’ Eternit

Invenzione ed uso dell’eternit

L’invenzione di questo materiale, destinato a cambiare i tetti di tutto il mondo, è come sempre accade, da imputare al caso. Fu inventato da un imprenditore austriaco figlio di birrai, un certo Ludwig Hatschek, che alla fine del XIX secolo, acquistò delle macchine da una filatura di amianto in Inghilterra, le porta in un vecchio mulino nei pressi di Vöcklabruck, tra Linz e Salisburgo e qui inizia a produrre tessuti, carta e cartone.
Poi un giorno ebbe l’idea, e qui il caso, di miscelare le fibre con l’eternit, fece qualche cambiamento ai macchinari e così inventò un materiale nuovo, a cui diede il nome di Eternit, il materiale che noi troviamo sui tetti nei nostri interventi di smaltimento eternit.

Si può ben immaginare come all’epoca questo materiale apparve come rivoluzionario perché racchiudeva in sé alcune caratteristiche molto importanti per l’epoca: era leggero, resistente, incombustibile e praticamente indistruttibile.

L’Ing. Mazza acquistò il brevetto per l’Italia e fondò a Genova la Società Anonima “Eternit Pietra Artificiale”.
l primo stabilimento nacque agli inizi del ‘900 a Casale Monferrato, dove c’erano già molti cementifici, al centro del triangolo industriale Genova-Torino-Milano.

smaltimento eternit

Come veniva utilizzato l’Eternit?

In questa fabbrica iniziò la produzione delle lastre ondulate che erano fabbricate in diversi profili e dimensioni a seconda dell’impiego. Il peso di una lastra era di circa 14 Kg/m2 lo stesso peso che noi ci troviamo a rimuovere nei nostri interventi di bonifica amianto. Quando erano messe in opera venivano sovrapposte lateralmente o di testa, come noi oggi le vediamo quando interveniamo con lo smaltimento eternit.
All’interno di ogni lastra di eternit era presente una quantità variabile generalmente dal 10 al 15 % in peso di amianto e più precisamente il crisotilo talvolta assieme alla crocidolite e l’amosite.

Le lastre avevano e hanno una colorazione grigio-chiara  ma ne sono state prodotte anche di colorate.  Sono state fabbricate anche lastre piane e  tegole in cemento-amianto di tipo “marsigliese”. Di queste tegole alla marsigliese ci è capitato di vederle soprattutto sui tetti delle abitazioni private quando eseguiamo la rimozione amianto.

Oltre alle lastre, l’eternit veniva usato anche per la produzione di tubi e tubazioni varie. Per la fabbricazione di questi oggetti occorreva sminuzzare le fibre di eternit nella molazza (macina), poi si aggiungeva il cemento ed infine l’acqua. Dopo un processo di diluizione, agitazione e filtraggio con reti metalliche, l’impasto giungeva in un raccoglitore cilindrico.

smaltimento eternit di tubi in cemento amianto
smaltimento eternit di vasche in amianto

Impieghi e usi dell’amianto

Di questo materiale se ne è fatto un gran utilizzo negli anni in cui era prodotto e su alcuni utilizzi, potreste rimanere sbalorditi, perché mai ci avreste pensato.
Siamo stati uno dei maggiori produttori di eternit e di conseguenza anche i maggiori consumatori di questo materiale, tristemente noto e che ha indotto nel tempo, le istituzioni a trattare in modo sempre più approfondito il tema dello smaltimento eternit.

Ecco un elenco di settori dove è stato utilizzato l’amianto.

Nell’industria

  • l’eternit si utilizzava per la produzione di materie prime di manufatti ed oggetti come
  • isolante termico nei cicli industriali con alte temperature (esempio centrali termiche e termoelettriche, industria
  • chimica, siderurgica, vetraria, ceramica e laterizi, alimentare, distillerie, zuccherifici, fonderie)
  • isolante termico nei cicli industriali con basse temperature (impianti frigoriferi, impianti di condizionamento),
  • isolante termico e barriera antifiamma nelle condotte per impianti elettrici e come materiale fonoassorbente.

Nell’edilizia

  • venne usato sotto forma liquida, come materiale spruzzato per il rivestimento (ad es. di strutture metalliche, travature) per aumentare la resistenza al fuoco.
  • Nelle coperture sotto forma di lastre piane o ondulate, tubazioni e serbatoi, canne fumarie, in cui l’amianto è stato inglobato nel cemento per formare il cemento-amianto (eternit).
  • Come elementi prefabbricati sia sottoforma di cemento-amianto (tubazioni per acquedotti, fognature, lastre e fogli) sia di amianto friabile.
  • Nella preparazione e posa in opera di intonaci con impasti spruzzati e/o applicati a cazzuola e nei pannelli da controsoffittatura.
  • Nei pavimenti costituiti da vinil-amianto in cui tale materiale è mescolato a polimeri e come sottofondo di pavimenti in linoleum.

Prodotti di uso domestico

  • in alcuni elettrodomestici (ad es. asciuga-capelli, forni e stufe, ferri da stiro)
  • nelle prese e guanti da forno e nei teli da stiro
  • nei cartoni posti in genere a protezione degli impianti di riscaldamento come stufe, caldaie, termosifoni, tubi di evacuazione fumi

Mezzi di trasporto

  • nei freni
  • nelle frizioni
  • negli schermi parafiamma
  • nelle guarnizioni
  • nelle vernici e mastici “antirombo”
  • nella coibentazione di treni, navi e autobus